| Artigianato artistico: volano di sviluppo del Salento - III Edizione |
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| Mercoledì 28 Settembre 2011 16:31 |
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La terza edizione del Convegno annuale della categoria Artigianato artistico, tradizionale e di qualità di Confartigianato Imprese Lecce si svolgerà  sabato 22 ottobre p.v. a partire dalle ore 15,30, nei locali del ex Mercato coperto a Cutrofiano. Quest'anno, i lavori del Convegno verteranno su temi che coinvolgono l'intero panorama culturale salentino, partendo dalla 'cultura materiale - l'artigianato -' per spaziare e risvelare la 'cultura immateriale'. Per questo, il convegno si inserisce in un contesto brioso che celebra una delle personalità che negli anni trascorsi ha carettizzato il territorio: a Cutrofiano quattro giorni di mostre, convegni, proiezioni e concerti per ricordare, nella sua città natale, il grande cantore Uccio Aloisi, scomparso un anno fa. Dal 19 al 22 ottobre a Cutrofiano andrà in scena Li Ucci Festival, organizzato da Sud Ethnic con la direzione artistica e organizzativa di Antonio Melegari, in collaborazione con Comune di Cutrofiano, Consorzio della Ceramica, Istituto Diego Carpitella, Grecia Salentina e con il Patrocinio di Provincia di Lecce, Regione Puglia e Fondazione La Notte della Taranta e coinvolgerà un centinaio tra studiosi, musicologi, musicisti e musiciste, cantanti, danzatrici e si chiuderà con un grande concerto per celebrare la figura di questo straordinario interprete della musica tradizionale salentina*. *Dopo aver suonato per più di trent'anni con il gruppo Li Ucci, al fianco dell'altro grande cantore di Cutrofiano Uccio Bandello (scomparso nel 1998), Uccio Aloisi ha continuato a proporre i suoi stornelli in tutta Italia e sul palco della Notte della Taranta. Negli ultimi anni Uccio è stato un "trait d'union tra le forme dell'espressività tradizionale e le nuove pratiche reinventive dei patrimoni tradizionali", come sottolinea il coordinatore artistico della Notte della Taranta Sergio Torsello. "Uccio Aloisi era un personaggio chiave del "paesaggio sonoro" salentino che tuttavia, negli anni dell'iperbolico revival della pizzica, s'era reinventato un ruolo, una "identità ", rimanendo sempre fedele a se stesso, alla sua appartenenza a un mondo culturale che ormai non c'è più. Uccio Aloisi era così. Un maestro senza cattedra, un sontuoso "albero di canto" cresciuto in una terra amara ma ricca di colori e di suoni. Che grazie a lui non morirà ". |




