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Autoriparazione: Criticità di mercato nel sistema dell'indennizzo diretto PDF Stampa E-mail
Mercoledì 10 Novembre 2010 12:37

CRITICITA’ DI MERCATO NEL SISTEMA DELL’INDENNIZZO DIRETTO E SUO IMPATTO NEL SETTORE DELL’AUTORIPARAZIONE a tre anni dalla sua entrata in vigore c’è già chi pensa  di abolirlo.

Articolo elaborato dall' Avv. Antonio R. Spongano, consulente legale della categoria Autoriparazione di Confartigianato Imprese Lecce 

 

La situazione attuale nel settore dell’autoriparazione è caratterizza da una generale crisi che trova scaturigine in una serie di provvedimenti legislativi sfavorevoli, che dall’introduzione dell’indennizzo diretto (da alcuni non a torto ritenuto grande inganno cfr. UNARCA, Mannacio) in poi,  hanno finito per influire negativamente sul principio della libera concorrenza del mercato che invece sta assumendo sempre di più le caratteristiche tipiche del regime oligopolistico (mercato in mano a pochi gruppi che decidono per tutti gli operatori ) dove le dinamiche relative alla domanda e all’offerta che nel “libero mercato” trovano il loro ideale incontro naturale, sono, nel “mercato oligopolistico”, condizionate dall’atteggiamento dell’oligopolista e dalle regole che questi impone.

Il concetto in altri termini è molto semplice. Possono pochi decidere per molti? E se i molti sono consumatori, per definizione parti deboli contrattualmente parlando, l’effetto qual è?: La menzogna dichiarata perfino dalla legge. La prova? Non è forse vero che ai sensi dell’art. 14, co. 1, DPR n. 254/06 è stabilito che il sistema del risarcimento diretto dovrà consentire effettivi benefici per gli assicurati, a tal fine prevedendo, tra l’altro, la possibilità che le compagnie introducano nei contratti nuove clausole “che prevedano il risarcimento del danno in forma specifica con contestuale riduzione del premio per l’assicurato?

E’ sotto gli occhi di tutti , perché tutti abbiamo un contratto che garantisce la responsabilità civile derivante dalla circolazione auto, che la situazione nel mercato RC auto diventa sempre più difficile: Le compagnie ( cfr. omniauto.it), hanno messo in atto una vera e propria pulizia geografica, per così dire, se è vero  che stanno fuggendo dal sud Italia (Campania, Puglia, Calabria) ritenendo i clienti del sud Italia scomodi, perché troppo a rischio incidenti. Con una “tecnica” molto semplice: sparano preventivi Rc auto esorbitanti, che superano i 5.000 euro l’anno, e l’automobilista si trova costretto a emigrare altrove, nella speranza di trovare una Compagnia disposta a chiedere una somma inferiore. La questione è intricata e delicata, giacché le Imprese, nel libero mercato, hanno la possibilità di praticare i prezzi che credono, senza imposizioni di tariffe da parte dello Stato. Questo accade dal 1994, anno della liberalizzazione del settore Rca. Tuttavia, certe tariffe hanno fatto storcere il naso alle autorità competenti (vedi Isvap, che vigila sulle Assicurazioni), che ha denunciato più volte questa pratica scorretta.

Adesso però le Compagnie si fanno ancora più aggressive nella loro politica di pulizia del portafoglio clienti. Stando a quanto dice il settimanale il Salvagente, Ina-Assitalia (Generali) avrebbe addirittura annunciato che, a partire da ottobre 2010, nelle agenzie di Puglia, Calabria e Campania con profitti inferiori al 30%, si deve iniziare una campagna di disdetta dei contratti Rca. Questo varrebbe sia per gli automobilisti giovani in classi di merito alte (i più a rischio incidente) sia i guidatori virtuosi in classi basse (che non vengono coinvolti in sinistri). Immediata la reazione dell'Adiconsum (che parla appunto di “pulizia geografica”): ha presentato un reclamo all'Isvap; questa avvierà un’indagine per capire se c’è davvero una discriminazione verso gli automobilisti meridionali.

E LA CONCORRENZA dov’e?

E’ stato appena pubblicato sul sito della Camera il PDL 3713 contenente “Modifiche al codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, in materia di risarcimento civile” e teso, in sostanza, a ripristinare il diritto di scelta del danneggiato con l’introduzione del principio della facoltatività dell’indennizzo diretto. Passerà o cadrà sotto le forze caudine dell’ANIA , ISVAP e altre consorterie costituite in cartello?

Il settore, quindi, appare in un inguaribile stato confusionale, la dove si pensi che anche l’ISVAP interviene in danno del consumatore e dell’artigiano autoriparatore: Tra le proposte accolte dall’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni Private c’è la rimodulazione del bonus-malus. Il sistema delle compensazioni forfettarie sta comportando infatti aspetti speculativi da parte delle compagnie che si ripercuotono in aumenti delle polizze per gli assicurati in modo indiscriminato e malgrado il provvedimento 2590 dell’8.02. 2008, che prevede tra le altre di non darsi luogo ad aumento (applicazione del malus) in caso di sinistro liquidato con responsabilità paritaria. LIstituto per la vigilanza si è impegnato, inoltre, a salvaguardare la riforma del risarcimento diretto, avvenuta nel 2007, e a limitare il fenomeno della compravendita (sic! ndr) dei sinistri (tramite il meccanismo della cessione del credito a carrozzieri o studi legali di infortunistica stradale). Ma la richiesta più forte dei consumatori è quella di intervenire sulle tariffe. Secondo l’ANIA affrontando le criticità nel settore dell’ R C auto i prezzi potrebbero ridursi del 38%. Ma lo scempio continua in danno dei consumatori ( FEDERCONSUMATORI e ADICONSUM sono tra le associazioni che hanno dimostrato di non azzeccare una sola previsione  resa in  materia).

Come si può notare dalla disamina delle notizie (ma tanto altro vi sarebbe da dire) , ad ogni azione difensiva che la categoria ha posto in essere per non trovarsi fuori dal suo naturale mercato (si consideri che attraverso la cessione del credito di fatto altro non si fa se non finanziare, anticipandone i costi, il cliente - consumatore - assicurato), la compagine forte delle compagnie assicurative ha risposto in maniera tale da imporre le proprie regole anche a costo di ostacolare la circolazione del credito che in ogni sistema economico evoluto (ed il ns. lo è sicuramente visto che la cessione del credito è prevista al capo V del libro IV delle Obbligazioni del codice civile vigente) prevede, predisponendo (vedi ad es. la Zurich Ins. SA) clausole contrattuali di esclusione pattizia (io direi unilaterale) di tale istituto, certamente non compreso dal consumatore che a fronte di pochi spiccioli di sconto firma ( se ne rende conto?) pure una polizza R C auto che prevede l’applicazione di una “franchigia” fissa al verificarsi di un incidente stradale e a prescindere dal grado di responsabilità nella sua causazione. Non solo, si sottoscrivono contratti che attraverso il risarcimento in forma specifica (riparazione dell’auto e non rimborso dell’equivalente) , prevedono la canalizzazione a carrozzerie fiduciarie delle assicurazioni, attraverso clausole vessatorie inserite nei moduli predisposti dalle compagnie di assicurazioni su cui ci sarebbe da verificare preliminarmente la validità ed efficacia contemplando limiti a propri diritti; incidendo quindi e comunque sia sui consumatori-assicurati che sugli imprenditori artigiani del settore autoriparazione che non molto tempo fa, insieme, alle piccole imprese erano ritenuti non a torto la parte sana del paese, la nervatura che teneva l’economia italiana direttamente e per l’indotto che ne derivava.

In definitiva, cointeressenze tra i quadri dirigenziali delle compagnie, mercato oligopolistico, scarsa concorrenza, risarcimento diretto fallito, risarcimento in forma specifica una mostruosità. Ecco le inquietanti risultanze dell’audizione dell’ Antitrsut al Senato .

E’ interessante leggere il documento La riparazione degli autoveicoli in caso di collisione: come garantire la libertà di scelta e la sicurezza dei consumatori redatto dal Comitato Economico e Sociale dell’Unione Europea che riprende le stesse argomentazioni dell’indagine Antitrust.

Il documento andrebbe letto integralmente per gli spunti che può fornire anche al legislatore nazionale. Per brevità è bene porre all’attenzione la raccomandazione che riassume l’esigenza non procrastinabile tornare ad un mercato della riparazione aperto, libero e concorrenziale “Gli assicuratori e gli intermediari dovrebbero informare chiaramente i consumatori del loro diritto a scegliere liberamente un’officina, sia al momento di sottoscrivere una polizza che in seguito a una collisione.”

In tale situazione da qualche anno in continua evoluzione e mutamento, nasce quindi più che mai per la categoria autoriparazione l’esigenza forte della coesione che miri all’urgente introduzione del principio del “rispetto delle regole in libero mercato“, senza le quali l’attacco selvaggio delle lobbies economiche quali sono le compagnie di assicurazione, il cartello economico (trust) che sono in grado di creare al fine di dettare le regole del mercato (dopo 40 anni di monopolio SIC!!! ndr) farà sprofondare in una seria ed irreversibile crisi il settore dell’autoriparazione già oggi toccato non senza conseguenze, anche se ciò è il frutto di una legislazione nazionale e di comportamenti che da essa derivano che si pongono in netto contrasto con quanto stabilito dell’ Unione Europea.

Al consiglio direttivo costituitosi per il settore autoriparazione e a tutti gli iscritti, formulo l’augurio di buon lavoro e l’auspicio di tempi migliori, anche perché c’è tanto da fare per cercare di arginare la deriva che, sotto il quadro plumbeo della crisi, sta divenendo sempre più dilagante e per ciò preoccupante.

 

Avv.  Antonio R.  Spongano 
Consulente legale della categoria Autoriparazione di Confartigianato Imprese Lecce

Patrocinante in Cassazione
Responsabile Regione Puglia  UNARCA - Unione Nazionale Avvocati Responsabilità Civile Automobilistica