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Storie di Donne: Sherly Sandberg PDF Stampa E-mail
Martedì 05 Ottobre 2010 10:30

 A guardarlo in faccia, Mark Elliot Zuckerberg, l'adolescente-fondatore-ragazzino di Facebook, c'era da immaginarselo: lo sguardo goffo, le t-shirt colorate, le pose da eterno studente a tutto fanno pensare ma non al risoluto dirigente d'azienda, all'imprenditore caparbio capace di governare mercati, dirigere migliaia di dipendenti e prevedere le mosse di pochi ma agguerritissimi concorrenti. Il 26 enne cresciuto a Dobbs Ferry, nelle contee nei dintorni di New York City, ha sì creato dal nulla una fortuna chiamata Facebook. Ma ora che l'idea geniale è diventata un impero aziendale, per governarla ha bisogno d'aiuto.

Lo fa seguendo scrupolosamente i consigli di una donna. Lei ha capelli lunghi e mori. E' Sheryl Sandberg, sulla carta direttore operativo di Facebook. Nella pratica molto più che un semplice direttore operativo. I due si incontrano, a porte chiuse, almeno due volte a settimana. Ogni lunedì, poco prima delle 10. E nel pomeriggio di venerdì. Due ore di intense discussioni su prodotti, strategie, gestione aziendale. Dove i due non vanno sempre d'accordo – è successo, per esempio, quando Mark ha deciso di regalare 100 milioni di dollari alle scuole di Newark. Ma dove, alla fine, un accordo si trova sempre.
Nella Silicon Valley la signora Sandberg è un dirigente ben introdotto tra la gente che conta. E' conosciuta per le sue abilità da mediatore e per il suo acuto intelletto. Proprio quello che serviva al noto introverso Mr. Zuckerberg. Tanto che c'è già chi ironizza: la signora Sandberg è oggi la sua amica più preziosa.

Un'amica strappata alla concorrenza. Prima di approdare a Facebook, la Sandberg era un alto dirigente in Google. Lì ha stretto legami con molti dei più grandi investitori pubblicitari del mondo. Con un profilo pieno di amici che contano, la donna che segue Zuckerberg in ogni suo passo ha portato sviluppo e stabilità in Facebook, nel momento più critico della sua storia, quello dell'espansione. Negli ultimi due anni i dipendenti sono aumentati del 600% (oggi sono 1.800), gli utenti mondiali sono cresciuti di sette misure, raggiungendo quota mezzo miliardo. E i ricavi, stando alle stime, nel 2010 saranno di circa 1,6 miliardi di dollari. "Una delle ragioni per cui la società sta facendo così bene è perché i due sono molto in sintonia", bisbigliano i dirigenti tra i corridoi del quartier generale.

Lui, Mr. Zuckerberg, ingegnere di 26 anni, visionario, riservato e poco incline elle relazioni sociali. Lei, la signora Sandberg, 41 anni, l'esatto opposto: risoluta, di bell'aspetto, chiacchierone e a suo agio sotto i riflettori. Non a caso la signora Sandberg non si è concentrata solo sulla costruzione del business e sull'espansione internazionale. Ha infilato i suoi artigli anche su aree strategiche come marketing, comunicazione e rapporto con i media. E anche in questo ha fatto un favore enorme al signor Zuckerberg: lo ha liberato da un ruolo a lui poco congeniale, permettendogli così di concentrarsi su quello che ama di più, lo sviluppo della piattaforma Facebook.

Intanto, proprio in queste ore, un nuovo compito attende la signora: organizzare la difesa di Mr. Zuckerberg dopo l'uscita del film "The Social Network", che lo ritrae come uno studente distaccato, solo e arrivista. E che riporta alla ribalta l'ipotesi che i fondatori di Facebook possano aver rubato l'idea ad altri. Una mina che la Sandberg si è affrettata a disarmare, con poche ma accorate e convincenti dichiarazioni: "Lui è timido e introverso e spesso non sembra molto caloroso. Ma questa impressione è solo di chi non lo conosce. Lui è davvero un tipo caloroso; lui ha veramente a cuore le persone che lavorano a Facebook…". Il tono sembra quello di una madre protettiva, non di un distaccato direttore operativo.

Ma la partita più lunga e difficile sarà quella sulla privacy. Su questo fronte Facebook ha più volte ammesso di aver fatto degli errori, alzando un muro tra le politiche aziendali e la fiducia degli utenti. Muro che ora è necessario almeno abbassare, se non abbattere. Riuscirà la coppia più strana della Silicon Valley a raccogliere e vincere anche questa sfida?

Fonte: il Sole 24 Ore