| Donne che fanno impresa |
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| Giovedì 07 Ottobre 2010 09:42 |
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Si è tenuta, lo scorso 27 settembre a Monte Sant’Angelo (FG), la quarta tappa del terzo Giro d’Italia delle donne che fanno impresa. Titolo dell’incontro: Il turismo rigenera. Svoltasi presso la suggestiva cornice del castello di Monte Sant’Angelo, l’iniziativa ha visto la partecipazione attiva delle Presidenti e delle componenti dei Comitati per l’Imprenditoria femminile (CIF) di Foggia, Bari, Cagliari, Crotone, Mantova, Campobasso e Isernia. Importante il confronto sulle esperienze, diverse tra loro ma tutte all’insegna della collaborazione e della sinergia. Concetti che non spaventano le donne e, in particolar modo, le imprenditrici italiane. “Oggi – afferma Claudio Cipollini, Direttore Generale di Retecamere – quando si parla di imprenditorialità femminile e di parità non si tratta più di un problema economico, una questione di risorse che gli enti, in diversa misura, devono mettere a disposizione delle donne che vogliono fare impresa, ma di applicazione della normativa presente e del rispetto, da parte di ciascuno, di quanto stabilito affinché si crei una vera situazione di parità ”. Una parità che va applicata anche nel passaggio generazionale dell’impresa, ma che, purtroppo, al Sud, ancora fa fatica ad affermarsi, secondo quanto esposto dalla Dr.ssa Montaguti del Ciset Cà Foscari di Venezia. Eppure, in questi due anni di forte crisi economica, le imprese capeggiate da donne hanno resistito di più rispetto alle altre. Inoltre, da un’indagine effettuata dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile dell’Unioncamere, le imprenditrici sono coloro che tendono a “fare da sole” confidando nelle proprie forze, anche economiche. “E’ giunto il momento di avere le pari opportunità : governare apertamente insieme agli uomini e non, come succede spesso, contro di loro” afferma Concetta Iacovino, Presidente del CIF di Campobasso. “ Un errore ricorrente, ma da evitare, – continua la Iacovino – è il tentativo di imitare il modello manageriale maschile perdendo quella dirompente diversità di “genere” che deve segnare la differenza, che deve essere acquisita con costanza e pazienza come un valore aggiunto”. Facendo riferimento al difficile momento economico che anche il settore turistico sta attraversando, Alessia Biello, Presidente del CIF di Isernia dichiara :-“Per contribuire a risollevare le sorti di un’imprenditoria sofferente - femminile nel nostro caso - è fondamentale stimolare e incrementare la costituzione di reti territoriali. La collaborazione tra Comitati e Camere di Commercio ne è una prova: lavorando in sinergia si è in grado di valorizzare singole peculiarità e vocazioni, senza mortificarne nessuna, ma tenendole insieme dentro una visione coerente e strategica. Occorre investire, soprattutto, nella informazione e formazione delle imprese. Perché l’entusiasmo delle donne, la loro passione e caparbietà affiancati ad una valida preparazione scientifica contribuiscono, senz’altro, ad una qualificata crescita aziendale e territoriale.” La formazione, l’informazione, l’accesso al credito e la conciliazione dei tempi casa-lavoro sono quanto le imprenditrici chiedono per portare avanti la loro attività . “L’ostacolo - conclude la Iacovino - si supera accrescendo una cultura imprenditoriale che consenta la presentazione di progetti concreti e leggibili tendenti ad esplorare un mercato innovativo, inducendo a valutare i progetti delle donne in base alla potenzialità di un successo d’impresa, superando l’aspetto meramente patrimoniale”. Fonte: Camera di Commercio di Campobasso |




