| Marchio Made in Italy: Chi l’ha visto? |
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| Venerdì 15 Ottobre 2010 15:51 |
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E’ attesa da 73mila imprese italiane con 597mila addetti dei settori tessile, abbigliamento, calzature. Ma oggi, 1 ottobre, non entrerà in vigore la legge 55/2010, la cosiddetta ‘Reguzzoni - Versace’, che istituisce il marchio Made in Italy per distinguere i prodotti realizzati prevalentemente nel nostro Paese da quelli che italiani non sono. Da oggi, con una campagna stampa nazionale sulle pagine del Corriere della Sera, della Gazzetta dello Sport e di numerose testate locali in tutta Italia, Confartigianato lancia un appello per ritrovare la legge ‘scomparsa’. Risultato: la legge è ‘congelata’ perché mancano i decreti attuativi. E così, “tardano ad arrivare le norme che difendono i consumatori”. “Gli imprenditori italiani, preoccupati e anche un po’ indignati - si legge ancora nel messaggio di Confartigianato - assicurano adeguata riconoscenza a chiunque dia prova concreta dell’esistenza del marchio”. Secondo i dati dell’Ufficio studi di Confartigianato, nel triennio 2006 - 2008 l'Italia è stato il terzo Paese europeo per numero di prodotti contraffatti, con 44.516.772 articoli sequestrati, pari all'11,5% del totale europeo. “La legge Reguzzoni-Versace - sottolinea il Presidente Guerrini - fissa principi e regole importanti per difendere e valorizzare il nostro patrimonio manifatturiero e per garantire ai consumatori la certezza di conoscere la provenienza della merce acquistata. Spero che questi principi possano prevalere sui cavilli degli euroburocrati e che la difesa della qualità dei settori manifatturieri europei divenga patrimonio comune di tutti i Paesi dell’Ue. E’ tempo che sia l’Unione europea ad adeguarsi alle esigenze dei consumatori per tutelare il loro diritto alla corretta informazione sui prodotti che acquistano. Del resto ciò avviene ovunque nel mondo, tranne che in Europa”. Fonte: Confartigianato |




Campagna stampa di Confartigianato