| Moda italiana: sarà un 2012 difficile, con speranza per l'export |
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| Lunedì 13 Febbraio 2012 10:26 |
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Uno sguardo all'export che apre non poche speranze. Secondo Tronconi, in alcune parti del mondo la crisi si sta risolvendo; si tratta di paesi che effettuano una domanda molto importante di prodotti realizzati dalle imprese italiane, in quanto sorretti da una reputazione ancora molto forte del made in Italy. «Vediamo finalmente l'America che si sta risvegliando nei consumi, ci sono i mercati dei Bric che probabilmente dopo aver preso fiato riprenderanno a correre, quindi per un settore che esporta più del 60% ci sono delle prospettive importanti», ha spiegato Tronconi. Alla domanda sul fatto che alcuni grandi marchi del lusso stiano riportando in casa parte della produzione, il presidente dello Smi ha sottolineato che si tratta di «un processo inevitabile, ed è un positivo sostegno al made in Italy, perché è evidente che tutto questo outsourcing all'apice della globalizzazione crea omogeneizzazione di prodotto e riduce il controllo della catena di fornitura, quindi anche il controllo del rispetto di determinati standard che devono rimanere elevati come cerchiamo di mantenerli quando produciamo in Italia». Durante l'intervento Tronconi ha poi toccato la tematica della tassazione, ed ha precisato che a suo modo di vedere «servono costi più bassi, le imprese non vogliono sovvenzioni, non vogliamo aiuti a pioggia. Vogliamo costi più bassi, bisogna spostare l'imposizione dal lavoro alle cose. Serve togliere l'Irap per far fare alle imprese un salto in alto nell'export». Infine, sui consumi interni e sulla catena distributiva delle liberalizzazioni annunciate dal governo Monti, Tronconi ha detto che «tutte le liberalizzazioni fatte in maniera estesa sono positive: per noi quelle più importanti sono quelle che impattano sul costo dell'energia».  |




16-01-2012 | Il presidente di Smi - Sistema Moda Italia, Michele Tronconi, a margine dell'inaugurazione di Pitti Immagine Uomo a Firenze ha dichiarato che «fare previsioni sulle prospettive del