Un territorio che fa squadra per promuovere il lavoro di qualità, contrastare il dumping contrattuale e restituire centralità ai diritti dei lavoratori e delle imprese che operano nel rispetto delle regole. È questo il messaggio emerso dall’incontro “Valore al Buon Lavoro. Dumping contrattuale e giusto salario: dall’analisi alla proposta ‘Il Modello LECCE'”, promosso dal Partenariato Economico Sociale (PES) e ospitato nella Sala Consiliare di Palazzo dei Celestini.
L’iniziativa rappresenta un passaggio fondamentale di un percorso condiviso che vede protagoniste le istituzioni del territorio – Prefettura di Lecce, Provincia di Lecce e Università del Salento – insieme a tutte le organizzazioni che compongono il Partenariato Economico Sociale: CGIL Lecce, CISL Lecce e UIL Lecce; Confcommercio Lecce, Confesercenti Lecce, C.L.A.A.I. Lecce, Confindustria Lecce, Confartigianato Imprese Lecce, CNA Lecce, Casartigiani Lecce e Confapi Lecce; Confcooperative Lecce e Legacoop Puglia; Coldiretti Lecce, CIA Puglia e Confagricoltura Lecce.
Al centro del confronto i risultati della ricerca realizzata da Adapt, che ha analizzato il fenomeno del dumping contrattuale nel settore del turismo e dei pubblici esercizi della provincia di Lecce, comparto che rappresenta il 9,34% delle imprese e il 13,65% dell’occupazione locale. Pur registrando un’elevata diffusione dei contratti collettivi maggiormente rappresentativi (83,86%), lo studio evidenzia che il 16,14% dei lavoratori è ancora impiegato con contratti minoritari, che determinano condizioni economiche e normative significativamente meno favorevoli.
L’analisi comparativa mette in luce differenze rilevanti: l’applicazione di alcuni contratti minoritari può comportare una riduzione della retribuzione annua fino al 21,9%, che arriva al 23,8% considerando tutte le componenti retributive fisse, oltre a minori contributi previdenziali, meno permessi retribuiti, sistemi di welfare meno strutturati e tutele più deboli. Un fenomeno che non incide soltanto sui lavoratori, ma altera la concorrenza tra le imprese, penalizzando chi applica correttamente i contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.
Durante l’incontro è stato inoltre sottoscritto uno storico Protocollo d’Intesa tra Provincia di Lecce e Università del Salento, con l’impegno a garantire qualità, legalità e tutela dei diritti nell’affidamento di lavori, servizi e forniture. Un accordo che rafforza il cosiddetto “Modello LECCE”, nato dalla collaborazione tra istituzioni e parti sociali per promuovere un mercato del lavoro più equo e competitivo.
Tra le proposte emerse dalla ricerca figurano il rafforzamento dei controlli sul rispetto dei contratti leader, la costituzione di un tavolo territoriale permanente sui salari, la promozione di un Patto locale per il lavoro di qualità e l’applicazione rigorosa delle norme negli appalti pubblici. L’obiettivo è fare del territorio leccese un laboratorio nazionale di buone pratiche, capace di coniugare sviluppo economico, legalità e tutela del lavoro.
Per Confartigianato Imprese Lecce, la partecipazione a questo percorso rappresenta un impegno concreto a favore di un sistema economico fondato sulla concorrenza leale, sulla valorizzazione delle imprese virtuose e sulla diffusione di una cultura del lavoro che metta al centro dignità, sicurezza e giusto salario.